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Perché l’8 marzo si regala la mimosa: la storia del fiore simbolo della Festa della Donna

Ogni anno l’8 marzo torna lo stesso gesto: regalare una mimosa. Un fiore semplice che nasconde una storia sorprendente.

Quando si parla della Festa della Donna spesso circola un racconto molto preciso: quello dell’incendio in una fabbrica di camicie a New York, dove morirono molte operaie. Per anni si è pensato che la scelta dell’8 marzo fosse legata direttamente a quell’evento.

Perché l’8 marzo si regala la mimosa: la storia del fiore simbolo della Festa della Donna – graziamagazine.it

In realtà la storia è un po’ più complessa. Le origini della giornata dedicata ai diritti delle donne nascono all’inizio del Novecento, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa. In quel periodo i movimenti femminili iniziarono a organizzare manifestazioni per chiedere condizioni di lavoro migliori, diritti politici e soprattutto il diritto di voto.

Una delle prime iniziative risale al 1908, quando negli Stati Uniti si tennero incontri e assemblee dedicate proprio alla condizione delle lavoratrici. Poco dopo, anche in Europa si cominciò a parlare di una giornata internazionale dedicata ai diritti delle donne.

Negli anni successivi la ricorrenza si diffuse sempre di più, fino a stabilizzarsi proprio nella data dell’8 marzo. Molto più tardi, nel 1977, anche le Nazioni Unite riconobbero ufficialmente questa giornata.

La mimosa: un simbolo nato in Italia

La cosa curiosa è che il legame tra l’8 marzo e la mimosa esiste quasi esclusivamente in Italia. In molti Paesi si regalano fiori per celebrare la giornata, ma non c’è un fiore specifico associato alla ricorrenza. Da noi invece la mimosa è diventata il simbolo per eccellenza.

La mimosa: un simbolo nato in Italia – graziamagazine.it

E la sua storia è legata a un momento preciso del dopoguerra. Nel 1946, dopo gli anni del fascismo e della guerra, la Festa della Donna tornò a essere celebrata anche in Italia. Si cercava però un simbolo che potesse rappresentare quella giornata. All’inizio qualcuno propose la violetta. Era elegante, ma anche piuttosto costosa.

La scelta della mimosa

A suggerire la mimosa fu Teresa Mattei, una giovane partigiana che partecipò alla ricostruzione politica del Paese nel dopoguerra.

La sua idea era molto semplice: scegliere un fiore che fosse alla portata di tutti. La mimosa aveva diverse caratteristiche perfette. Fiorisce proprio nel mese di marzo, è diffusa in molte zone d’Italia e spesso cresce spontaneamente anche lungo le strade.

Questo significava che chiunque poteva raccoglierla o comprarla senza spendere molto. Così la proposta venne accolta e la mimosa diventò ufficialmente il fiore simbolo dell’8 marzo.

Un fiore semplice ma pieno di significato

Col tempo la mimosa ha assunto anche un valore simbolico. È una pianta resistente, capace di crescere anche su terreni difficili. I suoi piccoli fiori gialli arrivano proprio alla fine dell’inverno, quando la natura ricomincia lentamente a cambiare.

Per molti questa immagine è diventata una metafora della forza e della resilienza delle donne.

E forse è proprio questo il motivo per cui, ogni anno, quando arriva l’8 marzo, quei piccoli rami gialli continuano a comparire ovunque. Nelle mani, nelle piazze, nei negozi di fiori. Un gesto semplice. Ma con una storia lunga più di un secolo.

Aurora De Santis

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Aurora De Santis