Palermo continua a bruciare: a Cinisi ritrovati 2 corpi carbonizzati

Non si allenta la morsa delle fiamme che stanno avviluppando il capoluogo siciliano da due giorni. Due vittime e migliaia di sfollati: l’allerta si estende in tutta la Sicilia e il Sud Italia.

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Palermo in una nube di fumo e fiamme: continua a bruciare (Twitter) – GRAZIAMAGAZINE.IT

Temperature folli, incendi, cicloni e vittime. E’ questo il bilancio meteo di queste ore che sta spaccando in due l’Italia. Se il Nord è alle prese con tempeste improvvise di vento, pioggia e cicloni, sul Sud soffia il vento di scirocco che espande fiamme e roghi su promontori e colline. Sembra quasi un’immagine da film quella che ci restituisce il nostro Paese negli ultimi giorni, eppure la fotografia è molto più che reale. Se il maltempo a Milano e zone limitrofe ha destato preoccupazioni e una vittima, dal 24 luglio Palermo è sotto i riflettori per gli incendi che stanno distruggendo molte zone.

Soltanto ieri mattina avevamo dato la notizia di roghi presso la zona dell’aeroporto Falcone Borsellino, a Punta Raisi, con il conseguente blocco dei voli e di una vittima nei pressi di San Martino delle Scale, sempre a Palermo. Ma la situazione è continuata a peggiorare e nel tardo pomeriggio è arrivata la notizia di altri due morti trovati carbonizzati in un’abitazione a Cinisi, in Fondo Orsa. Salvatore Cometa, di 78 anni e Teresa Monastero, di 76 anni, sono rimaste vittime dell’incendio che ha devastato la casupola in cui avevano trovato riparo. In mattinata, però, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla è intervenuto come ospite alla trasmissione Agorà di Rai 3 e ha dato un filo di speranza annunciando che dei mille sfollati di Palermo quasi tutti sono rientrati nelle loro abitazioni. Ma i danni alle abitazioni e agli esercizi commerciali sono evidenti, e alcune persone continuano ad alloggiare in luoghi messi a disposizione dal Comune. La situazione di emergenza, dunque, sembra tutt’altro che rientrata.

Sicilia in fiamme: strade bloccate, attivati i Canadair

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Distrutta la chiesa di Santa Maria di Gesù a Palermo (Twitter) – GRAZIAMAGAZINE.IT

La devastazione degli incendi sulla natura sta procurando danni enormi al popolo siciliano, ma non solo in termini personali. La chiesa di Santa Maria di Gesù a Palermo, ai piedi del Monte Grifone, è andata distrutta. Le spoglie di San Benedetto Moro, uno dei patroni della città, sono state portate in salvo ma le pareti, i quadri e il tetto non esistono più. Le fiamme sono arrivate prima di poter riuscire a contenere i danni, anche il cimitero ha subito grossi disagi. Ma i danni al patrimonio artistico della regione non si arrestano qui. A Trapani il Parco archeologico di Segesta è stato colpito dal rogo che ormai si sta espandendo su tutta la Sicilia. Il punto ristoro, il deposito, i cavi elettrici e illuminanti del teatro, il blocco dei bagni e la tettoia delle case rupestri sono andati completamente distrutti.

Secondo il punto fatto da una prima ricognizione sul posto, il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani ha dichiarato che “non sussistono danni ai siti monumentali: il tempio, il teatro e la casa del Navarca sono rimasti illesi”. Almeno uno spiraglio di luce in questa situazione drammatica che sta avvolgendo l’isola, ma gli ingenti danni si stanno espandendo e i Canadair, ovvero i velivoli dei vigili del fuoco utilizzati per spargere bombe d’acqua sugli incendi, sembrano non bastare. Anche a Taormina, nella contrada di Feo Coniglio le fiamme hanno lambito la zona. Così come la riserva naturale di Pergusa, a Enna, è stata colpita dal vasto incendio che sta imperversando non arrivando però al centro abitato. Nel totale, gli sfollati sull’isola sono 2mila per ora ma il bollettino della Protezione Civile Sicilia rilasciato sul loro profilo ufficiale Twitter, lancia l’allerta caldo anche per le prossime ore.

Anche le strade non sono state risparmiate da chiusure e blocchi, data l’intensità con cui le fiamme stanno lambendo le zone a ridosso dei tratti autostradali. I collegamenti sono dunque stati interrotti, come comunicato dalla stessa Anas, l’Azienda Nazionale Autonoma delle Strade Statali. I tratti interessati sono l’autostrada A19 tra Buonfornello e Scillato che è stata chiusa in direzione Catania, la strada statale 186 Di Monreale a Borgetto, la strada statale 113 dir tra Mortelle e Acqualadroni, a Messina, e rimane ancora bloccata anche la strada statale 185 Di Sella Mandrazzi a Taromina, così come la statale 113 Settentrionale Sicula ad Oliveri. Intanto, sembra che la situazione incendi in Sicilia abbia acceso la miccia anche per le altre regioni del Sud. Da ieri, infatti, anche la Puglia e la Calabria sono lambite dalle fiamme con evacuazioni e devastazioni di interi terreni. Si va verso lo stato d’emergenza.

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Non solo Palermo, incendi su tutta la Sicilia (Twitter) – GRAZIAMAGAZINE.IT

Da Nord a Sud il clima sembra non dare tregua. In particolare 5 regioni sono sotto la lente di ingrandimento per l’allerta meteo, anche se in maniera inversa alla Sicilia. Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche e Molise sono le regioni interessate dal maltempo.

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